CHI SIAMO
La nostra Storia e Filosofia
Situati nel cuore di Arezzo, a due passi da Piazza Grande e Corso Italia, i nostri ristoranti rappresentano l’essenza dell’accoglienza toscana. Ogni giorno, lavoriamo con passione per offrire un’esperienza autentica ai nostri ospiti. Il Covo dei Briganti, La Tavernaccia e Alla Macchia, nascono dalla volontà di preservare le tradizioni culinarie locali, con piatti che raccontano la storia del territorio, preparati con ingredienti freschi e di qualità. Accompagnamento perfetto per chi desidera immergersi nella bellezza e nella cultura di Arezzo.
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LEGATI ALLE TERRE D'AREZZO
Sei in giro per vedere e amare la nostra Arezzo, il nostro territorio, ma un territorio è anche ciò che si mangia. Se guardi solo la città non ci conoscerai affatto, ma se gusti i nostri sapori, conoscerai la nostra anima, i sapori della nostra terra, la nostra cultura, la nostra storia…
Se vuoi solo buttare giù qualcosa per pranzo o cena, non fermarti da noi, ci sono tanti ristoranti qua intorno, ma se vuoi conoscere il nostro cibo la nostra anima e l’anima della nostra terra allora siamo il posto che fa per te!
Nei nostri piatti ricerchiamo le raccomandazioni delle nonne, delle contadine, delle nobildonne di casa dell’Arezzo antica, raccomandazioni che arrivano dalle campagne, dai boschi, dai palazzi cittadini di una città comunque “contadina”, verace, “nobilmente campestre”!
Ogni piatto, da noi, deve mantenere la sua anima legata al territorio e ai sapori antichi.
Ogni persona in cucina, viene “toscanizzata, aretinizzata” educata, cioè, ad un gusto tipico del nostro territorio, qualunque sia la sua origine.
Abbiamo scelto di servire solo ricette autentiche con qualche piccolissima eccezione… resa perfetta da noi per la nostra cultura culinaria….
La cultura, la storia, sono legate indissolubilmente da sempre al territorio, e gustando piatti e ricette del territorio, lo si conosce a fondo…
La nostra storia va dagli etruschi ad oggi, passando per un medioevo e un rinascimento ricchi di grandissime menti: Vasari, Petrarca, Guittone d’Arezzo, Michelangelo, Piero della Francesca, i della Robbia, Gaio Cilnio Mecenate, Guido D’Arezzo (inventore delle note musicali)… Questi stessi personaggi illustri hanno respirato questa aria, mangiato prodotti di questa terra preparati dalle “massaie” di allora! Quindi, se vuoi solo mettere qualcosa sotto i denti, non scegliere noi, perchè qui, vivrai l’esperienza di entrare nei secoli di storia attraverso il cibo, conoscerai anche l’anima di questa terra, che ha dato i natali a quelli dei quali, poi, andrai a vedere le opere… Nella casa del Vasari…di certo si mangiava la pasta con l’ocio, o quella con le cipolle, o una delle nostre paste ripiene, come i tortelli di patate…e Michelangelo avrà sicuramente mangiato i maccheroni (una via di mezzo tra tagliatelle e pappardelle, pasta lunga all’uovo, ruvida e più spessa) con i porcini di cui è ricca Caprese, suo luogo di nascita… E sicuramente, in entrambe, si sarà mangiato il cinghiale in dolce forte oppure la scottiglia, o magari la trota dei ruscelli del Casentino o il baccalà sotto sale che veniva dalla costa Toscana… O magari una polenta di castagne del Casentino o una delle zuppe di lenticchie e castagne…



